Babieca, un nome una storia..

Uno dei più importanti eroi del cristianesimo fu Ruy (o Rodrigo) Diaz de Bivar, che guidò la Reconquista, la serie di guerre che pose fine a 700 anni di occupazione moresca della penisola iberica. Ruy Diaz, universalmente noto come El Cid, o El Campeador, nacque verso il 1040 a Vivar, un paese della Castiglia vicino a Burgos. Spietato soldato di professione, passò alla leggenda come eroe, il salvatore del suo paese. Le sue imprese sono celebrate in un'epopea del XII secolo, Cantar de mio Cid, seguito da Cronica Particular del Cid (1512), che raccontano sia dell'uomo, sia di Babieca, il cavallo bianco su cui combatté per trent'anni.

Il cavallo era un dono del padrino di El Cid, un prete chiamato Peyre Pringos ("Pierino Grasso"). Questi poté offrire al giovane una scelta dei migliori puledri, poichè i monasteri spagnoli, come quello dei certosini a Jerez de la Frontera, erano per tradizione impegnati nell'allevamento dei cavalli. Il ragazzo scelse un animale particolarmente immaturo e insignificante, facendo esclamare al prete: "Babieca"(stupido), il nome con cui il cavallo divenne famoso.

El Cid and Babieca
El Cid and Babieca

El Cid morì nel 1099 a Valencia, durante l'assedio. La notizia della sua morte avrebbe inferto un duro colpo al morale delle truppe e ridato coraggio al nemico; si stabilì perciò di legare alla sella di Babieca il suo corpo armato di tutto punto, con lo scudo al suo posto e la spada nella mano senza vita. A mezzanotte venne fatto uscire dalla città, verso il campo dei mori, alla testa dei suoi cavalieri. Questi erano tutti vestiti di bianco e portavano bandiere del medesimo colore. Il viso di El Cid risplendeva di una "luce soprannaturale" attraverso la visiera aperta dell'elmo. L'apparizione spettrale sul cavallo bianchissimo, lanciato al piccolo galoppo davanti ai ranghi silenziosi, fece fuggire i mori gridando che El Cid era tornato dal regno dei morti. Gli spagnoli li inseguirono senza concedere una tregua. In seguito Babieca non venne più cavalcato e mori due anni dopo, all'incredibile età di quarant'anni.


Ideale destriero da battaglia, Babieca apparteneva alla razza oggi nota come andaluso.
Anche se piuttosto massiccio (probabilmente non superava i 152 cm) era assai reattivo, agile e pieno di brio escondido, che gli dava ardore e coraggio. Un grande cavallo da guerra, famoso tra i Cristiani, temuto dai nemici e amato dal Cid, che pare abbia chiesto venisse seppellito con lui nel monastero di San Pedro de Cardeña.